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Dopo queste due vittorie dove arriverà la lazio?
 

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La Storia della S.S. Lazio Pallavolo Stampa E-mail

 

Cinquantasei sono gli anni di attività della sezione pallavolo della Lazio. Tra alti e bassi, fusioni, scioglimenti e rifondazioni varie, la storia di questa sezione della Polisportiva ha conosciuto tanti risvolti, dal 1951, anno in cui per la prima volta si iniziò a parlare di pallavolo all'interno della Polisportiva Lazio. La società Lazio nacque in quell'anno dalle ceneri di un'altra Società, la Ospedalieri, prima squadra del Lazio a vincere il tricolore. La nascita della sezione fu fortemente voluta da Giovanni Jommi che divenne direttore sportivo di una squadra che aveva Renato Marsicola quale Presidente e Ernesto Calcagni come allenatore. La Lazio fece il suo esordio nel massimo campionato (serie A), essendo tra l'altro l'unica squadra del Centro-Sud. Il sesto posto conquistato nella stagione 1951-1952 rappresenta ancora oggi il miglior piazza mento ottenuto dalla Società. Tra le fila di quella squadra personaggi che avrebbero segnato il futuro della sezione, rimanendo per anni nella Dirigenza; tra questi: Gian Chiarion Casoni. La stagione 1952-1953 rappresenta il primo scioglimento per la Società biancoceleste che retrocede e perde molti dei suoi fondatori. Soltanto nel 1958 Gianni Turella propose a Gian Casoni la prima rifondazione della Lazio. Marsicola tornò alla presidenza con Giovanni Capobianco, Gian Casoni divenne Vice Presidente e Turella allenatore/giocatore. Stavolta si ripartì dalla serie B rilevando il titolo della Kratos. La promozione sfumò per un soffio. Il 1963 rappresenta un anno molto importante nella storia della Società in quanto l'arrivo dei fratelli Pietro (allenatore nel 1963 e dirigente poi), Giuseppe e Gianni Arrigo portò alla Lazio nuove leve, provenienti dal Liceo Tasso.

Il bacino d'utenza creato dalle Scuole diverrà per la Società elemento via via sempre più importante. Negli anni infatti la storia della Lazio sarà sempre più legata a questo settore (la Scuola). Sotto la loro guida, inoltre, la Lazio conoscerà nuovamente l'emozione di disputare la serie A, cui approderà nella stagione 1968-1969. Ancora una volta però la società biancoceleste retrocesse, dovendo questa volta ripartire da un campionato regionale, la serie C, grazie alla fusione con la Canottieri Roma, avvenuta per motivi di ordine economici/organizzativi. Dopo un'altra promozione in B (due anni dopo) la Lazio venne comprata dal Cus Roma che, negli anni 1975/1976 e 1976/1977, gareggiò nel torneo cadetto con il titolo biancoceleste. Nel 1981 la crisi del settore calcistico costrinse Gian Chiarion Casoni ad abbandonare la pallavolo per dedicare tempo ed energie al calcio. Petruccioli, neo Presidente, mantenne comunque vivo il titolo sportivo partecipando a campionati minori. Nel 1984 finalmente qualcosa si smosse. Lidia Calò, insegnante del Liceo Virgilio, appassionata di questo sport, portò alla Lazio un nutrito gruppo di atleti ed atlete. In qualità di allenatore della serie C maschile fu ingaggiato Pietro Rosati. Un anno dopo (stagione 1985/1986) la squadra tornò in serie B rilevando il titolo dell'Ostia. Allenatore di questa nuova fase fu Fabio Randazzo che nella stagione 1989-1990 guidò la squadra verso una nuova promozione in serie A2.

A questo punto la Società fu venduta a Flammini (1990-1991) e nel 1991-1992 i biancocelesti ottennero la promozione in serie Al. Una conquista che durò poco: alla fine del 1992 la Società fallì. Risultato: l'attività della sezione volley cessò del tutto. Dovettero passare 4 anni prima di rivedere le aquile in campo. Alla fine del 1996 la Lazio Pallavolo venne rilevata dalla famiglia D'Arpino, attuale proprietaria della stessa. Giorgio D'Arpino fece una scommessa: riportare la sezione pallavolo ai massimi livelli ripartendo dal basso. Ad oggi la S.S. Lazio Pallavolo gestisce l'attività sportiva ed extra-scolastica di 58 scuole romane, per un totale di 250 tesserati suddivisi nei sedici campionati maschili e femminili. La serie B maschile, ottenuta dopo la promozione nella stagione 2002/2003, rappresenta il fiore all'occhiello di una società che negli anni si è sempre contraddistinta per professionalità, serietà e grande partecipazione nel mondo del volley. In tre anni ben due promozioni dalla serie C alla B1 hanno rappresentato il futuro che avanza. Nella stagione 2003-2004, al termine di una cavalcata lunga e faticosa, è arrivata la tanto sognata e sperata promozione nel massimo campionato cadetto, disputato l'anno dopo con grande merito e onore, ma non è riuscita ad evitare la retrocessione. Nella stagione 2005-06, la squadra biancoceleste ha deluso le aspettative.

Gli scarsi risultati hanno spinto il Presidente Giorgio D'Arpino a rifondare la squadra e a porre definitivamente l'accento su un aspetto particolare: la lazialità degli iscritti alla Lazio Pallavolo i quali debbono essere prima laziali e poi giocatori (tecnici o dirigenti). Ciò che infatti ha sempre contraddistinto la Lazio, e i laziali, negli anni è il fatto di appartenere ad una grande famiglia, che si ispira ad un nobile ideale e che porta in alto i valori dello sport, in Italia e nel mondo, da oltre cento anni. Con queste premesse, nella passata stagione la Lazio ha raggiunto la meritata promozione in serie Bl: dopo un cammino esaltante nella prima parte di campionato, con i biancocelesti saldamente al comando, la Lazio si è smarrita nel girone di ritorno e, scavalcata dai sardi del Deledda Quartu, ha dovuto giocarsi la promozione ai play-off. Sconfitta dal Falconara, al primo turno, la squadra del Presidente Giorgio D'Arpino è riuscita a realizzare il sogno promozione contro Spoleto. Completamente rinnovata, a cominciare dal nuovo coach Giuseppe Corradini, è chiamata ad affrontare nell'anno 2007-2008 l'insidioso campionato di serie Bl che annovera tra le maggiori novità le cinque retrocessioni obbligate dalla nuova normativa sugli organici dei campionati nazionali.

Con la sostituzione in corsa del coach Corradini con il giovane De Sisto Stefano, è riuscita a mantenere il diritto di Bl. Nell'anno 2008-2009 in seguito all'assorbimento della Praeneste Volley, a testimonianza della volontà di creare il polo pallavolistico di primo livello per Roma e Provincia, la Lazio ha deciso di cedere il diritto di Bl maschile per potersi schierare ai nastri di partenza della nuova stagione agonistica con due serie B2 maschile e femminile. Tutto ciò in attesa dell'avvio dei lavori per la costruzione del nuovo impianto di COLLI D'ORO, dedicato esclusivamente al movimento pallavolistico biancoceleste, beach compreso.

Dopo aver mantenuto, con un finale strepitoso, il titolo femminile, ed aver mancato per un soffio la promozione in B1 maschile, la Lazio, per l’anno 2009-10, partecipando alla B1 Maschile ed alla B2 Femminile, ha deciso di puntare sulla collaborazione con altre società per poter assicurare la continuazione del progetto tecnico in atto sul territorio.