Regolamento

Quando si entra in Palestra in Via Camozzi in bacheca, insieme ai calendari delle varie squadre e agli articoli ritagliati dai giornali cade l'attenzione di ognuno di noi su due fogli sovrastati
da un titolo in grassetto: REGOLAMENTO INTERNO.
In realtà sono dei principi di vita su cui si dovrebbe basare la quotidianità di tutti noi per vivere con gli altri rispettandoci a vicenda non solo nello sport, ma in famiglia, a scuola, al lavoro, ovunque.

Abbiamo deciso di condividerlo con tutti.

IL RISPETTO
Ogni individuo inserito all'interno di una Società Sportiva (Atleta,genitore,allenatore,vice allenatore,dirigente,segretario,presidente) è OBBLIGATORIAMENTE tenuto a rispettare ogni singolo componente del gruppo squadra e della società di appartenenza (compagni di squadra, allenatore, viceallenatore, dirigente,segretari,.presidente...).
Qualsiasi forma di violazione di questo principio se riscontrata da un componente del gruppo squadra dovrà essere segnalata all'allenatore o al responsabile della segreteria societaria, che provvederanno a verificare l'avvenuta trasgressione.
L'allenatore e la Società Sportiva, si riservano il diritto di valutare e sanzionare tutte le trasgressioni, anche con l'allontanamento definitivo del trasgressore dal gruppo squadra e dalla Società.

LE REGOLE SONO UGUALI PER TUTTI, PERCHÈ SIAMO TUTTI UGUALI
All'interno del gruppo squadra e della Società Sportiva non saranno consentite forme di favoritismo.
Tutti gli atleti saranno rispettati ed allenati nello stesso modo e verranno sottoposti al rispetto delle regole.

LA PARTECIPAZIONE E LA COSTANZA AL CORSO DI PALLAVOLO
Ogni atleta inserito all'interno di un gruppo squadra, è tenuto a seguire il corso agonistico rispettando tutti, gli appuntamenti settimanali come stabilito al momento dell'iscrizione al corso.
Tutte le assenze non giustificate contribuiranno alla valutazione finale dell'atleta (profilo comportamentale capacità tecniche acquisite durante l'anno,attitudine allo sport praticato...).

IL GRUPPO SQUADRA
Il gruppo squadra è un insieme di individui che interagiscono, si sentono e si percepiscono UNITI, perseguono scopi condivisi da tutti, si danno una struttura organizzata ed hanno un'ideologia comune a guida della propria condotta.
Per diventare squadra un gruppo ha bisogno di grande collaborazione, cooperazione attiva e condivisione continua per poter vincere e superare insieme gli ostacoli ed i limiti oggettivi dei singoli.
L'alchimia., l’equilibrio e l'armonia che legano i membri di un team, sono da ricercare costantemente e vanno costruiti ed accompagnati passo dopo passo.
Una squadra coesa è una squadra vincente!
Una squadra vincente è una squadra nella quale regnano la determinazione, l'impegno, il rispetto, e lo spirito di sacrificio ed abnegazione.
Avere voglia di vincere deve essere una condizione fortemente legata al concetto di squadra.
Se prevale l'individualismo e la prevaricazione, l'egocentrismo dei singoli può trasformarsi in un vero e proprio veleno per il lavoro di gruppo. L'ALLENATORE:
L'allenatore è l'individuo chiamato dalla Società per condurre un gruppo squadra durante una o più stagioni sportive. In quanto tale ha il diritto di espletare liberamente il proprio compito senza mai violare i principi e le regole della morale sportiva e del rispetto tra i singoli.
L'allenatore pertanto si riserva il diritto di valutare in ogni momento e senza alcun avviso i componenti di un gruppo squadra durante il corso dell’anno agonistico.
Tutte le decisioni prese dall’allenatore sono del tutto SOGGETTIVE e PERSONALI e verranno portate avanti sempre nel rispetto del piano formativo ed organizzativo stipulato dallo stesso lo dell'anno discussi senza alcuna limitazione.
L'allenatore, ove richiesto, sarà sempre disponibile al colloquio e alla spiegazione dei propri comportamenti e decisioni con i genitori, con il gruppo squadra e con la Società Sportiva di appartenenza.
L'ATLETA
Un atleta è un contenitore da riempire!
ogni atleta ha una struttura di assorbimento del carico simile a quella di un contenitore, per alcune capacità organiche ha un livello di riempimento difficile da superare, ad esempio, il volume massimo non cresce all'infinito ad un certo punto si raggiunge un limite che potrà essere superato di poco e che poi si perderà al primo stop di lavoro. Il lavoro dell'allenatore è quello di riempire questo contenitore di elementi utili.
La presa coscienza dei propri limiti ed il cercare di superarli sono fondamentali nel faticosocammino per divenire un atleta.
Un atleta è un individuo che agisce e lavora grazie a forti spinte motivazionali, che si confronta con gli altri, si mette in discussione costantemente e che gioisce dei risultati propri e del gruppo a prescindere dal contributo che si è dato"-per,ottenerli e dalla loro oggettiva validità.
La competitività tra i singoli favorisce la nascita di un atleta valido.
L'atleta dello sport di squadra deve cercare sempre di superare un compagno, adoperandosi al massimo per migliorarsi e migliorare il livello globale del gruppo.
Un atleta per migliorarsi deve riconoscere i propri limiti e non peccare mai di superbia, non deve confondere la figura del compagno di squadra con quella dell'allenatore, non deve lasciarsi andare a giudizi assoluti nei riguardi di un altro Componente del gruppo.
Un atleta che si sente sottovalutato dall'allenatore deve fare del suo ''meglio per dimostrare la propria validità senza incorrere in atteggiamenti di sfida o vendetta'nei riguardi del mister. Tali atteggiamenti provocheranno tensioni, malumori e un calo della performance che non sarà più utile ne al team ne all'individuo in oggetto.
IL GENITORE DELL’ATLETA
La figura del genitore all'interno di una Società' sportiva è un elemento fondamentale per il buon svolgimento dell'attività durante tutta la stagione agonistica. .
A tutte le azioni da parte di un genitore seguiranno altrettante reazioni, che seppur involontariamente si ripercuoteranno positivamente o non, sul gruppo squadra e sul figlio del genitore in oggetto. Il genitore di un atleta non deve mai mettere in discussione l'autorità, il lavoro e la professionalità dell' allenatore davanti al proprio figlio ma in separata sede.
Un genitore collaborativo favorirà la coesione tra gli individui del gruppo squadra.
L'oggettività di un genitore e la presa coscienza dei limiti e delle caratteristiche del proprio figlio aiuterà lo stesso a crescere meglio nel gruppo come atleta e nella vita come individuo.
Tra il genitore e l'allenatore deve esistere un rapporto di fiducia e stima reciproca, necessarie per rendere la convivenza sportiva produttiva e duratura.
Il confronto tra genitore ed allenatore dovrà essere il più possibile tempestivo, aiuterà entrambi a superare i propri limiti e potrà servire per migliorare i rapporti e la gestione del gruppo squadra.

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